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CR News – Settembre 2012 • Volume XIV, Numero 5

La Spiritualita’ di Dio (2)

La spiritualita’ di Dio (Giovanni 4:24) non solo come e’ ovvio si accorda in particolare con alcuni dei suoi altri attributi (unita’ , invisibilita’, innipresenza e onnipotenza), ma e’ anche necessarua per la verita’ della Santa Trinita. Se Dio non fosse puro Spirito, se Dio fosse anche in parte materiale o fisico, allora le tre Persone causerebbero una divisione nella Divinita’, che e l’eresia del triteismo (tre dei)! L’Iddio uno e vero esiste in tre Persone solo perche’ il Suo Essere e’ uno (l’unita’ di Dio) e il Suo Essere e’ spirito (la spiritualita’ di Dio).

Tale verita’ della spiritualita’ di Dio esclude varie visioni del mondo miscredenti. Innanzitutto, il materialismo proclama che ogni cosa e’ costituita da materia e movimento. Ma cio’ e’ falso perche’ Dio e’ spirito (non materia) e gli angeli sono spiriti (e non materia) e gli uomini hanno uno spirito (che non e’ materia). Il materialismo e’ molto popolare al giorno d’oggi, essendo esso la visione del mondo degli atei e di molti evoluzionisti. Secondo, il panteismo sostiene che tutto (pan) e’ Dio (teismo). Ma l’universo materiale non e’ Dio in quanto Dio e’ spirito. Terzo, secondo il panenteismo, tutto (pan) e’ in (en) Dio (teismo). Esso pretende che l’universo materiale sia, come esso era, il corpo di Dio animato dalla sua anima o spirito. Ma Dio e’ interamente spirito e non pazialmente materia.

Ora possiamo comprendere gli antropomorfismi nella Bibbia, cioe’ quelle rappresentazioni di Dio come se fosse un uomo. Nelle Scritture, leggiamo degli occhi, delle orecchie, del naso, delle narici e della bocca di Dio; delle braccia, mani e dita di Dio; dell’anima di Dio. Quindi Geova e’ fisico e nella forma di un uomo, nonostante tutto quello che abbiamo detto in questo e nel precedente numero delle News!? Gli Scritti Sacri parlano di Dio anche come avente ali e piume come un uccello (Salmo 91:4). Ma come puo’ Egli essere sia nella forma di un uomo e nella forma di un eccello! Inoltre, nel Salmo 18:2, Davide dichiara: “L’Eternoèla mia rocca, la mia fortezza e il mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, la potenza della mia salvezza, il mio alto rifugio.” Quindi ha Dio la forma di un uomo e di un uccello e di una roccia e di una fortezza e di uno scudo e di un corno e di un alto rifugio? Come potrebbe avere la forma di tutte queste cose in una sola volta?

Di certo il lettore capira’ che questi sono riferimenti metaforici all’Altissimo. Egli e’ come una fortezza, che ci difende. Egli ci protegge come un uccello farebbe con le sue ali piumate. Le Sue braccia significano la Sua potenza. La sua onniscienza o conoscenza infinita e’ rappresentata dai suoi occhi che tutto vedono. Il porre i pianeti al loro posto con le sue dita rivela la sua abile e precisa arte (Salmo 8:3).

E’ il nostro Signore Gesu’ Cristo che ha supremamente insegnato la spiritualita’ di Dio. “Nessuno ha mai visto Dio [perche’ egli e’ invisibile e spirituale]; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere” (Giovanni 1:18).

In connessione con la sua affermazione che Dio e’ spirito (Giovanni 4:24), Gesu’ dichiara due volte che il Padre deve essere adorato “in spirito e verita'” (23, 24). In modo significativo, Cristo ripuli’ il tempio sia all’inizio (Giovanni 2:13 e seguenti) che alla fine del Suo ministero pubblico (Matteo 21:12 e seguenti). Nel vangelo di Matteo viene detto due volte, “Io voglio misericordia e non sacrificio” (9:13; 12:7), citando Osea 6:6, e dice ai Farisei presuntuosi, che erano molto preoccupati dell’esteriorita’, “Or andate e imparate che cosa significa” (Matteo 9:13). Similmente, Cristo denuncio’ i leaders religiosi Giudei e i ciechi che li seguivano per la loro adorazione meramente formale ed esteriore (Matteo 23; Marco 7:1-23). La verita’ della spiritualita’ di Dio si adatta perfettamente con il grande comandamento di Cristo: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente” (Matteo 22:37). In linea con questo, il Signore Gesu’ spiegho’ la spiritualita’ della legge di Dio, specialmente nel suo sermone sul monte (Matteo 5-7).

La spiritualita’ di Dio spiega l’evangelismo spirituale di Cristo. Il giovane e ricco governatore pensava di aver eseguito la legge di Dio (Marco 10:17-27), ma il suo problema era la cupidigia: l’amore per il denaro e per cio’ che esso puo’ comperare. Per rivelare questo desiderio interiore peccaminoso, Cristo gli comanda di vendere tutto quello che possiede (21). Anche Nicodemo manteneva un ruolo elevato in Israele, ma questo non lo salvo’. Il Signore ha detto a lui e a tutti gli uomini peccatori in generale, “Dovete nascere di nuovo” (Giovanni 3:7).

Molti di quelli che seguivano Cristo in Giovanni 6 erano persone carnali, persone che desideravano unicamente il cibo per i loro stomaci e di entusiasmarsi con i miracoli. Ad essi Gesu’ dichiaro’: “È lo Spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita” (63). Percio’ egli spiegho’ se’ stesso quale essere il pane della vita (35) ed essere salvezza per chi mangia la Sua carne e beve il Suo sangue (53-56), cosa che nessuno puo’ fare se non per la sovrana grazia di Dio, in quanto il Signore chiarisce, “Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira” (44). Molti di loro lo abbandonarono (66) perche’ non volevano un Cristo spirituale e la Sua salvezza spirituale portando la conoscenza di Dio il quale e’ spirito.

D’altronde, Cristo insegna la spiritualita’ di Dio specialmente con la Sua croce. Si, ci furono eventi storici e fisici. Il nostro signore fu tradito, arrestato, provato, flagellato e crocifisso pubblicamente. Ma molto piu’ profondo e terribile delle sofferenze fisiche di Cristo per mano di uomini e’ stato il Suo sopportare la tremenda ira di Dio, addossandosi cosi’ la punizione che sarebbe davuta ai Suoi eletti. Attraverso la sua lotta spirituale, il signore Gesu’ sconfisse il potere invisibile di satana e dei demoni, e trionfo’ sulla legge, sul peccato e sulla morte.

La giustizia, la santita’, l’amore, la misericordia e la grazia infinite, eterne e immutabili di Dio si incontrano alla croce, perche’ e’ li che Dio rivela in particolar modo – e li possiamo vedere molto chiaramente – la Sua assoluta armonia ed unita’ quale il Dio che e’ spirito. La croce mostra Dio essere perfettamente spirituale e non materiale in alcun modo, in quanto essa lo rivela quale potente, giusto, saggio, santo, vero, amorevole, immutabile e misericordioso – e tutte queste sono qualita’ spirituali. Rev. Stewart


Vivere la Fede

Un lettore scrive: “Sto cercando di interpretare 1 Timoteo 5:5-16. Cosa intende Paolo quando dice al verso 6, `Ma quella che vive sregolatamente, anche se vive, è morta`? Cosa intende quando dice al verso 8, `Ma se uno non provvede ai suoi e principalmente a quelli di casa sua, egli ha rinnegato la fede ed è peggiore di un non credente`? Cosa intende Paolo ai versi 11, 12 e 15, “Ma rifiuta le vedove più giovani perché, dopo aver alimentato desideri indegni di Cristo, vogliono maritarsi, attirando su di sé una condanna, perché hanno violato la prima fede…alcune infatti si sono già sviate per seguire Satana”? So che questo non significa che i credenti possano cadere in apostasia. So che molti altri passaggi che parlano della grazia di Dio, della salvezza per grazia e della perseveranza confutano ogni pretesa che questo passaggio possa riferirsi a dei veri Cristiani apostati. Ma ho difficolta’ a spiegarlo propriamente e nel trovare passaggi piu’ chiari che lo chiarificano. Forse la risposta si trova nel contesto del passaggio, ma cio’ che ho capito fino ad ora e’ infruttuoso.”

Ringrazio il lettore che ha posto questa domanda, perche’ egli chiama alla nostra attenzione un passaggio che e’ spesso frainteso; e, infatti, questo passo e’ spesso usato dagli Arminiani per sostenere la loro erronea nozione della possibilita’ della perdita della salvezza per i veri santi. E’ bene essere chiari su questo punto.

L’autore dell’interrogativo precedente non esita a dichiarare la sua fede nella verita’ della perseveranza dei santi. Questo e’ bene, perche’ abbiamo bisogno del tempo per dimostrare questa dottrina cruciale della Scrittura. Voglio solo osservare che, nel passato, gia’ quel grande padre della chiesa che e’ Agostino (354-430), mantenne la dottrina della perseveranza dei santi e scrisse un famoso libro intitolato Sul Dono della Perseveranza. Esso fu scritto poco prima della sua morte ed era il seguito di un libro sulla predestinazione. Agostino lo scrisse per confutare l’errore dei Pelagiani. La chiesa Cattolica Romana adotto’ la posizione dei Pelagiani o semi-Pelagiani preferendola agli insegnamenti di Agostino e cosi’ successivamente ando’ sempre piu’ giu’ sulla strada della apostasia.

Colui che domanda, devoto alla verita’ della perseveranza dei santi, vuole sapere come e’ possibile che sono state designate come Cristiani possano apostatare, perdere la loro fede e perire in eterno. Questa sembra essere l’interpretazione del passaggio in 1 Timoteo 5:5-15. Il passaggio parla di coloro che sono membri della chiesa. Essi rinnegano la fede (8), sono peggio di un non credente (8), alimentano desideri indegni di Cristo (11), e attirano su di loro una condanna (12). Essi violano la prima fede (12) e si sono sviati per seguire Satana (15).

Ma un passaggio come questo non e’ il solo nella Scrittura. Un altro verso ancora piu’ impressionante e’ 2 Pietro 2:1: “Or vi furono anche dei falsi profeti fra il popolo, come pure vi saranno fra voi dei falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il Padrone che li ha comprati, si attireranno addosso una fulminea distruzione.” Questo verso parla in maniera anche piu’ enfatica di falsi profeti che sono detti essere stati comprati dal Signore.

Questi passaggi sottolineano un fatto riguardante la chiesa di Cristo nel mondo e nella sua forma visibile. Non tutti quelli che appartengono alla chiesa, anche una chiesa fedele che possiede i marchi della vera chiesa, sono veri credenti. Molti sono nella chiesa, ma non della chiesa. Per usare le parole di Paolo in Romani 9:6, “non tutti quelli che sono d’Israele sono Israele.” Alcuni sono nella chiesa perche’ Dio, che ha promesso di salvare noi e i nostri bambini, non ha promesso di salvare tutti i nostri bambini. C’e’ qui, come nella antica dispensazione, un seme carnale. Inoltre alcuni aderiscono alla chiesa esternamente per ragioni diverse da quella della convinzione della verita’: essi sposano qualcuno della chiesa; essi si trovano in circostanze nelle quali e’ conveniente fare parte della chiesa; essi sono temporaneamente affascinati dalla bellezza e dalla benedetta verita’ (Matteo 13:5-6, 20-21; Ebrei 6:4-5).

Comunque, Il punto e’ che costoro, sebbene siano membri della chiesa, non sono vero popolo di Dio. Essi sembrano essere Cristiani genuini; essi confessano esteriormente la stessa verita’ che la chiesa confessa; essi possono anche essere attivi nell’opera della chiesa o addirittura servire come anziani o diaconi nella chiesa. Ma, per ragioni note solo a loro, tutta la loro vita e’ una vuota finzione e prima o poi, per una ragione o per l’altra, essi lasciano la chiesa. La Scrittura parla di queste persone in molti luoghi.

C’e’ un punto importante qui’. Gesu’ riconosce tutto cio’ nella sua parabola della zizzania nel campo (Matteo 13: (Salmo 8:3) 24-30, 36-43). I lavoratori della terra non solo devono capire che la zizzania deve rimanere fino alla mietitura, ma altri passi della Scrittura ci dicono che questo seme carnale serve un buon fine per la chiesa. Per esempio, la Scrittura usa la figura del grano. Il germe di grano, l’unica parte buona, ha bisogno delle radici, del gambo, della pula fino alla mietitura quando i due sono separati.

La verita’ che persone malvagie si trovano nella chiesa e’ una ragione per la quale il vangelo deve essere sempre accompagnato da ammonizioni. Parte del motivo e’ che, certo, il popolo di Dio e’ assai incline al peccato e deve essere costantemente richiamato sui sentieri di giustizia. Ma il perche’ delle ammonizioni e’ anche quello di ammonire i malvagi del loro sicuro giudizio quando essi rifiutano di ubbidire alla chiamata del vangelo e al suo comando di ravvedersi del peccato e di credere in Cristo. Essi devono essere messi a confronto con le richieste del vangelo cosi’ che, quando il giudizio di Dio viene su di loro, sara’ evidente a tutti che questo giudizio divino e un giudizio guisto.

Forse una parola ancora riguardo la donna che “anche se vive, è morta” (1 Timoteo 5:6). Il passo significa che mentre lei e’ fisicamente viva nella chiesa, tuttavia e’ morta spiritulmente. Anche questo indica la presenza di membri empi nella chiesa.

In 1 Timoteo 5, la chiesa e’ anche istruita sulle sue obbligazioni rispetto le vedove ed e’ avvertita contro il dare troppe responsabilita’ a donne troppo giovani. Di seguito, le famiglie sono avvisate delle loro obbligazioni nei confronti dei membri bisognosi della loro stessa famiglia, come per esempio genitori anziani che necessitano della loro assistenza (4, 8, 16).Prof. Hanko


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