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La Via d’Uscita di Dio

Sermone dal Catechismo di Heidelberg, Giorno del Signore 5. Predicato dal prof. David J. Engelsma, nella Hudsonville Protestant Reformed Church, il Giorno del Signore 16 Gennaio 2005.

LETTURA:

Leggiamo da Romani capitolo 3, a partire dal verso 20:

20 Perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato. Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, 22 cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; 23 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24 ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. 25 Lui ha Dio preordinato per far l’espiazione mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio, 26 per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha la fede di Gesù. 27 Dov’è dunque il vanto? È escluso. Per quale legge? Quella delle opere? No, ma per la legge della fede. 28 Noi dunque riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge. 29 Dio è forse soltanto il Dio dei Giudei? Non lo è anche dei gentili? Certo, è anche il Dio dei gentili. 30 Poiché vi è un solo Dio, che giustificherà il circonciso per fede, e anche l’incirconciso mediante la fede. 31 Annulliamo noi dunque la legge mediante la fede? Così non sia, anzi stabiliamo la legge.

Questo è uno dei passaggi nella Sacra Scrittura che costituisce la base dell’istruzione del Catechismo di Heidelberg nel Giorno del Signore 5, Domande 12-15:

D. 12 Dal momento che noi quindi, per giusto giudizio di Dio, meritiamo punizione temporale ed eterna, in che modo possiamo sfuggire a tale punizione e perveniamo di nuovo alla Sua grazia? R. Dio vuole che la Sua giustizia abbia corso: quindi dobbiamo pagare pienamente o da noi stessi o per mezzo di un altro.

D. 13 Ma possiamo pagare pienamente da noi stessi? R. In alcun modo: anzi, noi rendiamo il nostro debito ogni giorno sempre maggiore.

D. 14 E può qualche mera creatura pagare per noi? R. No: perché, primo, Dio non vuole punire in alcuna altra creatura ciò di cui si è indebitato l’uomo. Inoltre, perchè nessuna mera creatura può sostenere il peso dell’eterna ira di Dio contro il peccato, e redimerne altre.

D. 15 Qual sorta di mediatore e di redentore dobbiamo dunque cercare? R. Uno tale che sia un vero e giusto uomo, e nondimeno più potente di ogni creatura, cioè, che allo stesso tempo sia vero Dio.

SERMONE:

Il Vangelo dichiara in modo completo e potente a voi e a me la nostra miseria, e lo fa, come ho notato, specialmente nella prima parte del terzo capitolo dell’epistola ai Romani. “Non vi è nessuno che fa il bene, no, non uno, nessuno giusto, no neppure uno.” Il Vangelo passa a riguardo di ognuno di noi questo verdetto; il mondo intero è divenuto colpevole dinanzi a Dio. Questa dichiarazione della nostra miseria l’abbiamo sentita anche dal Catechismo di Heidelberg nei Giorni del Signore iniziali, quelli che precedono il Giorno del Signore 5. Il proposito per cui il Catechismo, seguendo il Vangelo, ci dichiara la nostra miseria in modo così completo e potente, è quello di farci porre la domanda del Giorno del Signore 5: In che modo possiamo sfuggire alla punizione divina ed essere ricevuti di nuovo nel favore di Dio?

Questa è una domanda importante, necessaria! Vi siete fatti questa domanda, non è vero? Vi siete fatti questa domanda, con urgenza, non è vero? Giovani, vecchi, vi siete fatti questa domanda, non è vero? Non vi è alcuna via di uscita, per sfuggire alla punizione temporale ed eterna di Dio? Vi è una via di liberazione da questa punizione che mi è dovuta? Giovani, vecchi, vi siete fatti questa domanda, concernendo la punizione temporale a cui il mondo è esposto? Molto di recente, il mondo intero è testimone impressionato delle punizioni temporali che Dio manda con terremoti, tsunami, diluvi, e che operano una devastazione quasi incredibile. Esse sono punizioni temporali di Dio! Non vi fate ingannare dal mondo, che rifiuta di vedere queste catastrofi come punizioni di Dio sui peccatori! E non vi fate ingannare su questo dalla chiesa contemporanea, che è debole, ed apostata, e che rifiuta anch’essa di riconoscere questi eventi nella creazione come una punizione temporale di Dio sui peccatori! Vi sono punizioni temporali di Dio, e sono terribili! Vedere queste catastrofi è tremendo! Vedere in queste catastrofi l’aspetto adirato di Dio è ancora più tremendo! Quando secondo Luca 13:1-5 alcuni annunciarono al Signore Gesù una catastrofe che risultò nella morte di molti Galilei, il Signore rispose: voi non pensate che quei Galilei che morirono erano peccatori più di altri, non è vero? se non vi ravvedete, anche voi similmente perirete! Giovani, vecchi, vi siete fatti la domanda del Giorno del Signore 5, non è vero? Non vi è una via di uscita dalle punizioni temporali di Dio a motivo del mio peccato? Vi siete fatti questa domanda, inoltre, a riguardo della punizione eterna di Dio che sta per venire, e che è molto, molto peggio di qualsiasi terremoto, e di qualsiasi tsunami, e diluvio, e carestia, e malattia, e qualsiasi forma di morta terrena? I tormenti eterni dell’inferno!

Voi vi siete fatti la Domanda del Giorno del Signore 5 perché desiderate di essere ricevuti nel favore di Dio. Non trascurate di notare che la Domanda nel Giorno del Signore 5 non è soltanto “vi è una via d’uscita dalla punizione di Dio?” ma la domanda è anche: “vi è una via per essere ricevuti di nuovo nel favore e comunione di Dio?” la cui comunione è piacere e vita eterna. Se non ci siamo posti questa domanda, in modo sincero, c’è qualcosa di seriamente grave nella nostra condizione spirituale! Vuol dire che non vi preoccupate della vostra condizione e del vostro stato spirituale, e probabilmente siete completamente presi dalla vita mondana, o forse date per scontato la vostra salvezza, perché siete membri di una chiesa o perché i vostri genitori sono credenti che temono Dio. Ma vi è una differenza tra avere la certezza della salvezza, che si gode mediante una vivente fede in Gesù Cristo, e il dare la salvezza per scontato! Se non vi siete mai fatti la domanda: “Non vi è alcuna via di scampo per me, dalla punizione temporale ed eterna di Dio?” e, “vi è una via per essere ricevuti di nuovo nel favore di Dio?” allora siete simili a qualcuno che stia sdraiato sulla spiaggia in Thailandia, in un giorno di sole, del tutto indifferente alle onde altissime che stanno avanzando minacciosamente verso la spiaggia a 500 km all’ora, e stanno per travolgere tutto! E le vittime di simili catastrofi non sanno ciò che sta per accadere loro, ma noi sì! E quindi saremmo ancora più stolti! I giudizi di Dio stanno ruggendo sulla razza umana caduta, e anche noi per i nostri peccati siamo esposti ai giudizi di Dio, eppure tendiamo a non fare attenzione al pericolo della punizione e del giudizio di Dio! Se non vi siete mai fatti questa domanda: “non vi è alcuna via di salvezza?” allora non avete mai udito davvero la Parola del Vangelo, che ci condanna per la nostra peccaminosità, che ci parla della giustizia di Dio, che richiede che il peccato sia punito. Noi non abbiamo mai davvero ricevuto la Parola del Vangelo nei nostri cuori, perché se riceviamo quella Parola, come le persone nel giorno di Pentecoste in Atti 2, grideremo: “uomini e fratelli, che faremo?” o esclameremo col carceriere di Filippi in Atti 16: “che devo fare per essere salvato?” o grideremo come fece Martin Lutero, sotto il peso del proprio peccato, e della giustizia di Dio: “come posso essere giusto presso Dio?” Oh sì, questa domanda nel Giorno del Signore 5 è una domanda di fondamentale importanza!

E il Catechismo dà una risposta a questa domanda, la risposta del Vangelo: “Vi è una via di salvezza dalla punizione di Dio!” “Vi è una via per raggiungere la grazia e la comunione di Dio, che è la vita!” “Dio ha fatto una via per noi, perché altrimenti non vi sarebbe stata alcuna via, e non vi sarebbe potuta essere!” E questa via è Gesù Cristo! Egli Stesso disse questo a riguardo di Se Stesso: Io sono la via, la verità, e la vita. Io sono la via di uscita dai giudizi giusti di Dio. Io sono la via di liberazione per raggiungere la comunione con Dio. Il Suo nome non è ancora nominato nel Giorno del Signore 5, ma lo sarà tra qualche Giorno del Signore. Tuttavia è Lui quella via descritta nel Giorno del Signore 5, ed è descritto secondo le Sue importanti caratteristiche. Egli è,

La Via di Uscita di Dio

Rigorosamente Giusta

Umanamente Impossibile

Esclusivamente Gesù Cristo

La Risposta del Giorno del Signore 5 alla nostra scottante domanda, ovvero: non vi è alcuna via di uscita dalla punizione di Dio, e nel favore di Dio? è la risposta del Vangelo. Il Vangelo stesso fa sorgere nelle nostre anime questa domanda, perché ci ha resi coscienti del fatto che abbiamo bisogno di una via di uscita, a motivo della nostra miseria dovuta al nostro peccato. E il Vangelo dà una risposta a questa domanda, ed è la risposta del Giorno del Signore 5. In questo Giorno non abbiamo una risposta dettata da una “fredda logica calvinista,” anche se la risposta è logica; non abbiamo una risposta razionalistica, ovvero creata dalla ragione dell’uomo, ma abbiamo una risposta del tutto biblica. Detta in una sola parola, la risposta è: la croce! La croce è la via per sfuggire alla punizione di Dio e per essere ricevuti nel favore di Dio! La croce fu la completa soddisfazione della giustizia di Dio, e questa soddisfazione fu fatta mediante un altro che prese il nostro posto. Questa soddisfazione fu fatta da uno che era un vero uomo, un uomo perfettamente giusto. Ma questo vero uomo non era soltanto un uomo, non era soltanto una creatura, ma era anche allo stesso tempo l’eterno Figlio di Dio. La via di uscita descritta nel Giorno del Signore 5 è quella descritta in Romani 3:25: Dio ha dimostrato che Gesù Cristo è la propiziazione mediante la fede nel Suo sangue, per dichiarare la Sua giustizia, per la remissione dei peccati passati, attraverso la pazienza di Dio.

Questa risposta, quindi, non è una risposta scoraggiante, come qualcuno forse, a primo acchito, potrebbe concludere da quanto dice il Giorno del Signore 5. Eccoci lì, che gridiamo a Dio dalle profondità della nostra miseria, nella quale siamo stati affondati dalla testimonianza del Vangelo che ci ha detto che siamo colpevoli dinanzi a Dio, chiedendo se vi sia una via di uscita. Ma il Catechismo risponde: Dio vuole che la Sua giustizia abbia corso! Questa sembra essere una risposta piuttosto scoraggiante! Sembra quasi buttare acqua ghiacciata sul nostro bruciante desiderio di trovare una via di uscita dalla punizione di Dio alla quale siamo esposti. Ma la risposta del Catechismo non è scoraggiante; lo sarebbe se rispondesse che non vi è una via di uscita, ma dal momento che non risponde così, è chiaro che l’implicazione è che vi è una via di uscita.

Ma questa risposta, d’altro canto, è e vuole intenzionalmente essere scoraggiante per la nostra tendenza, la nostra inclinazione a cercare di trovare una via di uscita nostra, una via di uscita diversa dalla croce di Gesù Cristo, e di seguirla. Il Catechismo scoraggia tutti coloro che cercano di essere liberati dalla loro miseria nelle religioni pagane. Prendiamo come esempio il Maomettanesimo, o Islam. Nell’Islam non vi è alcuna croce come soddisfazione della giustizia di Dio. Gesù Cristo è presente in questa religione, ma non come uomo e Dio per poter portare il peso dell’ira di Dio al posto dei peccatori colpevoli. Gesù Cristo in questa religione è soltanto un buon uomo, un buon profeta tra tanti. E il personaggio prominente dell’Islam, Maometto, non è mai morto per soddisfare per i peccati di nessuno. Ma la via di uscita dalla punizione giusta di Dio è necessariamente la via della soddisfazione per il peccato, e quindi in quella religione non vi è alcuna via di uscita! E chiunque abbia in cuore la bruciante domanda riguardante la via di uscita dalla punizione di Dio, non sarà mai tentato di guardare, da questo momento in poi, alla religione di Maometto per trovare una risposta. La via di uscita non si trova lì, e non si trova in nessuna religione pagana.

Ma il Catechismo ci dissuade anche dal cercare la risposta in una croce che non è mai di fatto stata la soddisfazione della giustizia di Dio, la croce predicata da ogni forma di Cristianesimo liberale e modernista. Secondo loro la croce è stata soltanto un bell’esempio che ci dovrebbe spingere ad amarci l’un l’altro! Non vi è via di uscita nella croce del Liberalismo!

Ugualmente, in chiese che si suppone siano Riformate e Presbiteriane conservatrici, si insegna che Gesù è morto per ogni essere umano senza eccezione, anche se alcuni per i quali morì tuttavia periranno all’inferno. Esse insegnano questo, per esempio, quando dicono che il “mondo” di Giovanni 3:16 (“Dio ha tanto amato il mondo …”) è ogni essere umano senza eccezione. In questo verso Dio ha amato il mondo così tanto da dare il proprio Figlio alla morte della croce, e se Dio ama ogni essere umano senza eccezione, e dà il Suo Figlio alla croce per ogni essere umano senza eccezione, Cristo morì per ogni essere umano. Tuttavia molti di loro per cui morì periscono, e quindi questo è un diniego della verità che la croce di Cristo fu soddisfazione della giustizia di Dio! Ma siccome la croce fu la soddisfazione della giustizia di Dio, ogni persona per cui Cristo morì sarà salvata, e deve essere salvata, e non può che essere salvata, perché Cristo mediante la Sua croce pagò il debito, soddisfò a pieno la giustizia di Dio per tutti i singoli peccatori per cui morì. Non vi è via di uscita nel “vangelo” che insegna che alla croce Cristo morì per ogni essere umano senza eccezione. La sola via di uscita per noi peccatori è quella della croce che soddisfò la giustizia di Dio.

E la risposta del Catechismo è di certo scoraggiante se vogliamo cercare una via di uscita dalla miseria del nostro peccato e dalla punizione d’esso nelle nostre buone opere, nei nostri propri sforzi, nelle nostre proprie attività, come se qualche attività o opera da parte nostra realizzerebbe la liberazione dalla nostra miseria per essere ricevuti nel favore di Dio.

La risposta del nostro Catechismo alla nostra bruciante domande rende inoltre nota la misericordia di Dio. Forse potrebbe sembrare diversamente, dal momento che non troviamo nella risposta del Giorno del Signore 5 la parola “misericordia,” e che il riferimento è dall’inizio alla fine, puramente alla giustizia: “la giustizia di Dio richiede che il peccato sia punito,” ” la giustizia di Dio richiede che sia un uomo a pagare per il peccato,” “la giustizia di Dio richiede che quell’uomo sia perfettamente giusto,” “la giustizia di Dio richiede che quell’uomo che deve soddisfare per altri uomini sia allo stesso tempo uomo e Dio:” Giustizia! Giustizia! Giustizia! Il lettore potrebbe chiedere: “non vi è forse misericordia in Dio? e se in Dio non vi è misericordia, vi può mai essere una via di uscita?” Ma in Dio vi è misericordia, e la risposta del Catechismo rende ciò noto. Libera pietà per il Suo popolo peccaminoso, così che possa creare una via di uscita per questo popolo, una via di uscita dal peccato e dalla miseria.

Prima di tutto ciò è evidente dal fatto che nella risposta del Catechismo non è detto che non vi è alcuna via di uscita. Nel fatto che in ciò è chiaramente implicato che vi è una via di uscita è reso noto che Dio è un Dio di misericordia nei confronti nostri che ci troviamo in questa disgraziata condizione di peccato. Il Catechismo enfatizza quanto sia grande la misericordia di Dio proprio col descrivere in modo enfatico ciò che richiede la giustizia di Dio, nel descrivere che Dio ha mandato il proprio Figlio nel mondo in carne simile a carne di peccato così che quale Uno Che è sia Dio che uomo Egli possa soddisfare ciò che richiede quella giustizia. Oh sì, in questo vi è una rivelazione della misericordia di Dio, ma il Catechismo enfatizza che questa via di misericordia non è mai a spese della giustizia di Dio, ma è in piena armonia con essa!

La Chiesa di oggi ha bisogno che le si ricordi questa verità, poiché da parte di così tante chiese contemporanee si riceve l’impressione che Dio abbia una sola virtù, una sola perfezione: amore, o misericordia. Esse parlano e proclamano soltanto questo, e dal modo in cui si comportano mostrano che la misericordia di Dio è a spese della Sua giustizia, come se Dio non fosse un Dio giusto, e non insistesse sulla Sua giustizia. Un esempio di questo è quando queste chiese permettono a membri al loro interno di vivere in peccati grossolani, pubblici, e per cui non c’è ravvedimento, e rispondono alle obiezioni col dire: “Dio è un Dio di amore! Dio è un Dio di misericordia! E siccome è un Dio di misericordia noi tolleriamo questo comportamento ingiusto all’interno della chiesa.” Di certo Dio è un Dio di amore e misericordia, ma in questo amore e misericordia Egli non tollera dei peccati pubblici di cui non ci si ravvede. Dio perdona questi peccati pubblici, ma lo fa portando il peccatore a ravvedimento, il che include il fatto che il peccatore non cammina più in tale peccato! E’ nella via di quel ravvedimento che il peccatore riceve la giustizia della croce di Cristo, e il perdono del suo peccato, e ristabilendolo dinanzi a Sé sulla base della croce. Questa è la misericordia di Dio, in armonia con la Sua giustizia, nella via della Sua giustizia, e non a sue spese!

Per noi peccatori la via di uscita non è una misericordia di Dio che ignora o si sbarazza della giustizia di Dio, ma in armonia con la Sua giustizia, come abbiamo letto dalla Scrittura da Romani 3:25-26, che descrive la croce di Gesù Cristo come via di uscita per noi peccatori: “Che Dio ha mostrato essere la propiziazione attraverso la fede nel suo sangue, per dichiarare la Sua giustizia per la remissione dei peccati che sono passati, attraverso la pazienza di Dio, per dichiarare, io dico, al tempo presente la Sua giustizia, chè egli possa essere giusto, e il giustificatore di colui che crede in Gesù.” Dove si ignora o disprezza la giustizia di Dio, dove si parla di misericordia a spese della giustizia di Dio in questo passaggio? Ciò è importante perché la via di uscita per noi è una via di giustizia! Questo è il nostro grande bisogno, la giustizia di Dio operata nella croce di Gesù Cristo, la sola via di uscita dai giudizio di Dio a cui siamo per natura esposti come tutti gli altri esseri umani. La croce di Gesù Cristo, la via di uscita, è in armonia con la giustizia di Dio, dichiara la giustizia di Dio, ed ha operato per noi la giustizia di Dio!

Gesù Cristo ha soddisfatto al posto nostro la giustizia di Dio, Egli ha fatto tutto quanto basta per soddisfare la giustizia di Dio, sia nel pagare per il nostro peccato, che per ubbidire alla Legge di Dio, al posto nostro! La giustizia di Dio richiedeva che siccome noi non possiamo soddisfare per noi stessi, un altro doveva soddisfare per noi. Sulla croce, questo è accaduto! Sulla croce, un altro ha preso il nostro posto, Si sostituì a noi, per fare quello che noi non potevamo mai fare, per pagare l’ira di Dio, per sopportare la maledizione della Legge, per soffrire la piena punizione per i nostri peccati! E Colui che fu sulla croce non fu meramente un’altra persona, una persona qualunque, qualcuno che arbitrariamente si mise in mezzo, ma fu Colui che Dio aveva ordinato dall’eternità perché fosse il nostro Capo, il nostro Rappresentante nel Patto, in modo che fosse connesso a noi, ed avesse il diritto di sostituirsi a noi. La giustizia di Dio richiedeva che colui che prendeva il nostro posto fosse un uomo perfettamente senza peccato, perché il peccatore deve pagare per il proprio peccato e non può pagare per un altro, e Gesù Cristo è quell’uomo! La Bibbia dice che alla Sua nascita era un “santo,” e tutti, perfino quando Lo stavano condannando, dovettero dichiarare di Lui che in Lui non vi era alcuna colpa. Inoltre, la giustizia di Dio richiedeva che colui che doveva soddisfare dovesse essere Dio oltre che uomo, una Persona con due nature. Questo fu la croce, perché Colui che morì lì era un uomo perfettamente giusto, e l’eterno Figlio di Dio Che unì a Se Stesso la natura umana. La croce fu un atto di giustizia, e quindi, e così, essa è la via di uscita per i peccatori, e così rende inoltre noto che la via di uscita è del tutto impossibile agli esseri umani.

Vi è una via di uscita? Dio vuole che la Sua giustizia sia soddisfatta, pienamente soddisfatta, e ciò è vero con riguardo a te e a me. Dunque, ciò è umanamente impossibile. Come voi ed io sappiamo, ogni giorno, con i nostri peccati che si accumulano l’uno sull’altro, noi aumentiamo il nostro debito! Voi siete tanto lontani dal pagare questo debito, che anzi lo state aumentando! Non vi è alcuna speranza quindi di trovare una via di uscita da noi stessi! E’ possibile che qualcuno soddisfi per noi, ma deve essere un uomo, perché l’uomo ha peccato e l’uomo deve pagare, e quest’uomo deve essere perfettamente giusto, e come nascerà mai da una razza umana caduta un uomo tale? Di nuovo, quindi: assolutamente impossibile che la via di uscita si trova in noi o negli uomini! E come se non fosse abbastanza, siccome il peso dell’ira di Dio è immenso, siccome l’inferno è terribile, siccome la maledizione della Legge è potente, siccome il nostro peccato è così grande, colui che soddisfa per noi non può essere meramente una creatura, ma deve anche essere Dio Stesso! E come pensate che noi possiamo mai trovare una tale via di uscita da noi stessi, una via che consiste nell’unione di Dio ed uomo, come potremo mai creare una tale cosa? La via di uscita è umanamente impossibile.

Queste cose devono penetrare nelle nostre anime, noi oggi dobbiamo percepire tutto questo, che tutto ciò è vero riguardo noi stessi e delle nostre famiglie che amiamo, e riguardo alla congregazione. Oggi, noi non dobbiamo soltanto assentire a questa buona teologia Riformata, noi dobbiamo farne esperienza, esperienza che in noi non vi è alcuna speranza di uscita dalla punizione di Dio, alcuna speranza di trovare una via per andare a Dio ed essere da Lui ricevuti. In questo modo noi non cercheremo alcuna altra via, e specialmente non cercheremo la via delle nostre opere, ed allora noi riconosceremo ed apprezzeremo la via di Dio! La via di Dio nell’incarnazione, nella crocifissione, del Suo proprio Figlio! Dio ha mandato il Suo proprio Figlio per noi! Noi eravamo come prigionieri in fila per essere giustiziati, e la notte prima della nostra esecuzione ci giunse la notizia, “Sei stato perdonato, la porta è aperta, sei libero.” Ciò deve vivere nelle nostre anime, in modo che noi glorifichiamo Dio. Il pericolo è che ciò rimanga soltanto una buona confessione teologica, e che non viva nei nostri cuori, che non vibri nei nostri cuori. Che il Dio triuno sia glorificato, perché Egli ha creato una via di uscita, quando non ve ne era alcuna! E come gli angeli dissero a Maria: “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio,” e Dio ha fatto ciò che a noi era impossibile, nell’incarnazione e nella morte del Suo Figlio!

La risposta, quindi, è Gesù Cristo, esclusivamente Gesù Cristo. Non vi è alcun’altra via. Ed ora, camminate su questa via, fate quello che si fa con una via, vi ci si cammina, la si imbocca, e la si segue. E questo lo si fa credendo in Gesù Cristo, conoscendolo come il sacrificio di Dio, come la giustizia di Dio, la sola potenza a salvezza. In Romani 3:25 l’apostolo dice: “mediante la fede in Gesù Cristo,” Egli è la via, e la fede è il camminare in quella via. Voi tutti che ascoltate, ora conoscete la risposta alla domanda se vi sia una via di uscita: ora camminate in quella via! Credete in Gesù Cristo col cuore! Oh, quando voi siete appesantiti dalla colpa dei vostri propri peccati, e dalla vostra natura peccaminosa, quando Dio vi sembra lontano, quando a volte Dio nelle tenebre viene a voi con un volto arrabbiato a motivo dei vostri peccati, passati e presenti, specialmente quando l’ombra oscura della morte ricade su di voi, e vi trovate dinanzi all’imminente prospetto di trovarvi colpevoli, e depravati, nella presenza del Dio giusto, allora seguite la via: Gesù Cristo! Credete in Lui, sfuggite il giudizio di Dio, ed entrate nella presenza di un Dio di favore! Oh sì, quando voi combattete con la potenza del peccato nella vostra propria vita, e con il dubbio, l’amarezza, e la scontentezza, e l’ubriachezza, la mancanza di castità sessuale, le potenze del peccato, allora camminate sulla via della liberazione da quelle potenze! Quella via è la fede in Gesù Cristo, ed attraverso questa fede voi ricevere la potenza per vincere le potenze del peccato!

La via di uscita è Gesù Cristo, per come Egli è presentato nel Vangelo, ed è Gesù Cristo soltanto! Quest’oggi il Vangelo ci ha chiuso ogni altra porta in faccia. Su ogni altra porta vi è un segno: non vi è via di uscita di qui! Non vi è via di uscita dalla colpa, dalla depravazione, dalla punizione, dalla dannazione, dall’inferno. Così che la porta, Gesù Cristo, possa essere aperta e spalancata dinanzi a noi, che ci stiamo chiedendo quale sia la via.

Io sono la via” Egli disse. “Io sono la porta.”

Se qualcuno entra per me, sarà salvato.”

Amen. Preghiamo.

Per altre risorse in italiano, clicca qui.

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