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Che non si Separino

(Da: CR News, Gennaio-Febbraio 2006, Volume X, n. 21-22)

Rev. Angus Stewart

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Nei precedenti numeri delle News abbiamo visto che I Corinzi 7:1-9 insegna: (1) se hai il dono dell’autocontrollo sessuale dovresti rimanere single; (2) se non lo hai, che è la posizione della vasta maggioranza, allora dovresti sposarti; (3) se sei sposato, il rapporto sessuale è un debito che devi alla tua sposa.

Del divorzio si parla cinque volte ai versi 10-13 con tre parole italiane differenti (e due parole greche differenti). “Separarsi” ai versi 10 ed 11, “metter via” ai versi 11 e 12, e “lasciare” al verso 13. In questi versi, il divorzio è opposto sia nei matrimoni Cristiani (10-11) che in quelli misti, ovvero tra un credente ed un non credente (12-13).

Molti abusano i versi 10-12 per negare parti della Bibbia quale Parola di Dio: “Ed agli sposati io comando, tuttavia non io, ma il Signore, che la moglie non si separi da suo marito, e che il marito non metta via sua moglie. Ma al resto parlo io, non il Signore: se qualche fratello ha una moglie che non crede, ed ella si compiace di dimorare con lui, non la metta via.” “Vedi” essi dicono, “il Signore dice alcune cose, e Paolo (e non il Signore) ne dice altre.” Dunque i versi 12 e a seguire non sono ispirati, ma sono meramente l’opinione personale di Paolo: “Ma al resto parlo io non il Signore.” Se ciò viene concesso, allora magari vi sono altri pezzetti non ispirati negli scritti di Paolo. Cosa dire della sottomissione della moglie a suo marito o del “Non permetto ad una donna di insegnare” (I Timoteo 2:12), o l’insegnamento di Paolo sulla creazione (che esclude l’evoluzione), o Romani 9 sull’elezione e riprovazione incondizionata? Magari, poi, vi sono pezzetti non ispirati negli scritti di Giovanni o Isaia o Matteo, etc.?

Tali vedute sono contraddette dalla testimonianza di Paolo stesso in I Corinzi. Egli è un insegnante ordinato da Dio che scrive per lo Spirito di Dio (7:17, 40). “Se qualcuno pensa di essere un profeta, o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo sono i comandamenti del Signore” (I Corinzi 14:37). Inoltre, “Tutta la Scrittura è data per ispirazione da Dio” (II Timoteo 3:16). Dal momento che I Corinzi è Scrittura, I Corinzi è dato per ispirazione da Dio.

Ecco la vera spiegazione. In I Corinzi 7:10-11, l’apostolo sta riassumendo l’insegnamento del Signore Gesù quando era sulla terra: “Ed agli sposati io comando, tuttavia non io, ma il Signore, che la moglie non si separi da suo marito, ma se si separa, che rimanga senza sposarsi, o sia riconciliata a suo marito: ed il marito non metta via sua moglie.” In altre parole, questo è quanto Gesù insegnò nel Suo ministero pubblico a riguardo del matrimonio tra credenti professanti.

In I Corinzi 7:12-13 Paolo si riferisce ad una situazione che non si presentò durante il ministero di Cristo in Palestina. Cosa dire di un matrimonio misto (nel mondo Gentile)? Ormai il vangelo aveva raggiunto molte nazioni Gentili, ed a volte uno solo degli sposi era convertito ma non l’altro. Gesù non ebbe occasione di parlare su questo soggetto durante il Suo ministero terreno. Dunque l’apostolo scrive: “Ma al resto [cioè, credenti Gentili sposati a non credenti] parlo io, non il Signore: Se un fratello ha una moglie che non crede, ed ella si compiace di dimorare con lui, non la metta via” (12).

Non è solo in I Corinzi 7:10-11 che Paolo cita l’insegnamento di Cristo durante il Suo ministero pubblico. L’apostolo scrive: “Il lavoratore è degno della sua redarguizione” (I Timoteo 5:18) citando Luca 10:7. In Atti 20:35, Paolo raccomanda agli anziani di Efeso “di ricordare le parole del Signore Gesù, come egli disse, è cosa più beata il dare che il ricevere.” In I Corinzi 9:14, Paolo riassume l’insegnamento di Cristo: “proprio come ha il Signore ordinato [cioè, comandato] che coloro che predicano il vangelo debbano vivere del vangelo.” Colpisce che in tutte e tre i luoghi Paolo fa riferimento all’insegnamento di Cristo sul dare aiuto ai ministri del vangelo e ai credenti bisognosi.

A seguire tre citazioni dal nostro Signore sul divorzio, una da ognuna dei primi tre racconti evangelici: “Io vi dico, che chiunque metterà via sua moglie, eccetto per causa di fornicazione, le fa commettere adulterio, e chiunque sposerà colei che è divorziata commette adulterio” (Matteo 5:32). “Chiunque metterà via sua moglie, e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei. E se una donna metterà via suo marito, e si sposa ad un altro, commette adulterio” (Marco 10:11-12). “Chiunque mette via sua moglie, e sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa colei che è messa via da suo marito commette adulterio” (Luca 16:18).

L’apostolo riassume gli insegnamenti di Cristo. Primo, non divorziare: “Che la moglie non si separi dal marito … e che il marito non metta via sua moglie” (I Corinzi 7:10-11). Secondo, cosa fare se il tuo sposo o sposa se ne va ed ottiene un divorzio (sulla base biblica della fornicazione [Matteo 5:32] o altrimenti)? La Parola di Dio ti dà due opzioni: o “rimanga senza sposarsi” (legalmente davanti al magistrato civile) o “sia riconciliato” alla moglie o marito (perché sei ancora “una sola carne” con lei o lui). La Sacra Scrittura non permette una terza opzione. “Ma se ella si separa,” o: “che rimanga senza sposarsi,” o: “sia riconciliata a suo marito” (11). Il risposalizio mentre il proprio sposo è in vita non è una delle opzioni.


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Considerando I Corinzi 7:10-11 è risultato evidente che, primo, perfino i Cristiani possono essere tentati di divorziare. Forse questa era una delle cose per cui i Corinzi scrissero e fecero richiesta a Paolo (1). Di certo Paolo stesso si pronunciò a riguardo: “Che la moglie non si separi da suo marito … e che il marito non metta via sua moglie” (10-11). Vi sono due principali falsi che militano a favore del divorzio. L’ascetismo sostiene che il celibato e l’astinenza sessuale nel matrimonio sono più santi del matrimonio con il rapporto sessuale. Paolo sembra che attacchi questo specialmente in I Corinzi 7:4-5. Anche l’estremo opposto del’ascetismo, ovvero la concupiscenza, è una minaccia per il matrimonio: “Io la desidero, quindi divorzierò mia moglie in modo da poterla avere.” Un professante Cristiano disse perfino che Dio gli disse in un sogno di divorziare e risposarsi! Ma ora noi abbiamo le Scritture ispirate da Dio e sufficienti (II Timoteo 3:16-17), e Dio non parla più attraverso dei sogni. Ogni sorta di astuta scusa e menzogna subentra a questo punto: “Quell’uomo [o donna] che desidero è un Cristiano migliore del mio sposo, e quindi divorzierò e mi risposerò per essere più pia.” Non scherzare con la tentazione di divorziare. Pensa sobriamente!

Secondo, chiese e credenti devono essere totalmente convinti del peccato del divorzio non biblico. Se una donna divorzia, ella tenta suo marito a commettere adulterio, e lascia anche se stessa scoperta a questa tentazione. Gesù dichiarò: “Io vi dico, che chiunque metterà via sua moglie, eccetto per causa di fornicazione, le fa commettere adulterio, e chiunque sposerà colei che è divorziata commette adulterio” (Matteo 5:32). Il divorzio non biblico significa anche che la coppia ora non paga il debito del rapporto sessuale che essi devono l’uno all’altra (I Corinzi 7:4-5). Questo è un peccato sia contro il settimo che il decimo comandamento. Anche il divorzio non biblico è un peccato contro il vincolo matrimoniale. Dio fa di un uomo ed una donna una sola carne, ma poi uno o entrambi cercano di separare ciò che Dio ha unito insieme (Matteo 19:5-6). Si pensi anche alla figura di Cristo e la Sua chiesa. Cristo non divorzia mai la Sua chiesa, nell’Antico come nel Nuovo Testamento. I Cristiani sono chiamati a riflettere la Sua fedeltà ed amore. Il Signore dice che Egli odia il divorzio (Malachia 2:16). Dunque il divorzio è espressamente proibito: “Che la moglie non si separi da suo marito … ed il marito non metta via sua moglie” (10-11).

Terzo, la fornicazione è la sola base biblica per il divorzio (Matteo 5:32; 19:9). La diserzione non è una base per il divorzio, come vedremo quando considereremo il verso 15 più avanti in questa serie su I Corinzi 7. Ray Sutton fornisce come basi per il divorzio: l’idolatria, la stregoneria, la divinazione, lo spiritismo, la blasfemia, la falsa profezia, la violazione del Sabbath, l’omicidio (incluso l’abuso fisico), la diserzione (fisica e sessuale), i peccati sessuali, il testardo fallimento da parte di un padre di provvedere economicamente per la sua famiglia, la ribellione contro l’autorità biblica e lo spergiuro malizioso. Il suo collega Cristiano Ricostruzionista, Rousas Rushdoony, parla similmente. La Confessione di Fede di Westminster (24:6) osserva correttamente che “la corruzione dell’uomo sia tale da essere incline a studiare argomenti per separare ingiustamente coloro i quali Dio ha unito insieme in matrimonio.” Non importa quali sofferenze, problemi e preoccupazioni possano esservi in un matrimonio (I Corinzi 7:26, 28, 32), la fornicazione è la sola base per il divorzio (Matteo 5:32; 19:9), e perfino nel caso della fornicazione, essi non hanno l’obbligo di divorziare.

Quarto, le persone divorziate hanno due, e solo due, opzioni. Una è di “rimanere senza sposarsi” ( I Corinzi 7:11), ciò che Cristo chiamò farsi eunuchi a motivo del regno dei cieli (Matteo 19:12). L’altra opzione è “essere riconciliati” al proprio sposo/a (I Corinzi 7:11). Non è concesso alcun permesso per il risposalizio. Perfino dopo il divorzio, alla donna divorziata è detto che egli è ancora “suo marito” (11).

Quinto, il divorzio (a cui qui si fa riferimento come separazione, lasciare e mettere via [10-11]) non mette in grado di risposarsi. La persona divorziata ha due opzioni: o rimanere senza sposarsi o essere riconciliata a suo marito o moglie (11). Il divorzio non crea una terza opzione, cioè il risposalizio. Il divorzio non permette il risposalizio perché esso non annulla o dissolve il vincolo del matrimonio. Dopo il divorzio si è ancora, agli occhi di Dio—che sono gli occhi più importanti!—marito e moglie. Dopo il divorzio, nessuno di loro due può risposarsi fintanto che entrambi sono in vita. E’ così perché solo la morte dissolve il vincolo matrimoniale (Romani 7:2-3; I Corinzi 7:39). Dio crea il vincolo nel matrimonio. Dio dissolve il vincolo con la morte. Né l’uomo, né lo stato, né la chiesa, né l’adulterio, né la diserzione, né il peccato, né Satana possono dissolvere il matrimonio. Dio unisce due persone nel matrimonio e soltanto Lui può rompere il matrimonio (con la morte).

Sesto, tutto questo è anche l’insegnamento del Signore Gesù durante il Suo ministero pubblico: “Ed agli sposati io comando, tuttavia non io, ma il Signore …” (10-11). Matteo 19:9 è il solo passaggio biblico che potrebbe con qualche plausibilità rendere supporto al risposalizio mentre il proprio sposo è ancora in vita. Ma non solo esso sarebbe il solo testo ad insegnare questo, e non solo contraddirebbe altri testi (Matteo 5:32; Marco 10:11-12; Luca 16:18; Romani 7:2-3; I Corinzi 7:39), e non solo non evocherebbe la risposta scioccata dei discepoli: “se questa è la condizione dell’uomo con sua moglie, è buono non sposarsi” (Matteo 19:10), o suscitare la spiegazione che ne dà Cristo (Matteo 19:11-12); ma l’apostolo Paolo per ispirazione riassume l’insegnamento del Signore durante il Suo ministero pubblico terreno in questo modo: la persona divorziata ha due opzioni: “rimanga senza sposarsi, o sia riconciliata” al suo sposo o sposa (I Corinzi 7:11). Dunque Matteo 19:9 non può permettere il divorzio e il risposalizio. La sua clausola di eccezione (“eccetto sia per fornicazione”) fornisce un’eccezione che permette il divorzio, ma non il risposalizio dopo il divorzio.

Per altre risorse in italiano, clicca qui.

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